Sono in macchina in fila sotto la pioggia,
cerco un senso lo trovo.
Non è mai abbastanza.
Per quanti pensi al presente, al futuro, al dovere, alla paura di perdere,
di non riuscire,
per quanto pensi che tutto questo è necessario e mi debba bastare,
tutto questo da solo non placa la sete che ho.

Mi hanno insegnato a non chiedere aiuto,
non mostrare il bisogno,
mascherarlo,
annientarlo.

Sono forte.

Faccio molte letture,
mi organizzo la vita mi ritaglio il mio tempo,
se non fosse per il tergicristalli che ringhia e la gente che mi fa schifo,
questo senso di guazza, di spreco, di meschinità,
queste luci pacchiane che mi vogliono imporre desideri non miei quando quelli che ho me li devo scordare in nome sempre di quello che è giusto,
del dovere,
della sopravvivenza e
del quieto vivere,
mi direi che
non sono infelice:
ho soltanto paura.

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