La scorsa estate, mentre mi trovavo di passaggio in val Camonica con la famiglia, capitò di fermarsi per una breve sosta a Ponte di Legno. Lì, nella piazza principale del grazioso paesino, notai con somma sorpresa una grande libreria remainder. Non c’è che dire: ne fui irresistibilmente attratto e, mentre gli altri si dedicavano alla ricerca di una pasticceria dove consumare la merenda, mi ci tuffai rivolgendo loro qualche parola circa il fatto che «andavo a dare un’occhiata».
Tra le varie occasioni che facevano capolino dagli scaffali, mi imbattei in un tomo veramente curioso, che non starò a descrivervi per il motivo che scoprirete tra poco. Dirò solo che appena vidi l’adesivo giallo indicante il prezzo scontato (420 euro!) lo riposi immediatamente al suo posto scuotendo la testa e passando oltre.
Capii in seguito che quella mia avventatezza mi priva ora di un’opera di sommo prestigio che ogni bibliofilo desidererebbe avere nella propria libreria. Allora non lo sapevo, ma avevo avuto tra le mani la favolosa edizione critica di Detti e ridetti di quel gran genio incompreso di Carlo Scrauso.
Ora non intendo nascondermi dietro ad un dito. Voglio essere onesto e confessare senza vergogna la mia ignoranza: non solo non conoscevo il valore di quel libro, ma addirittura non avevo mai sentito nominare né il suo autore né tantomento la raccolta di aforismi che conteneva. Mi ha illuminato la recente casuale scoperta di un sito di recensioni in cui era appunto pubblicata una scheda che ne illustra il contenuto. È un testo di un paio di anni fa che riporto integralmente. Lascio ai lettori giudicare in che misura sia giustificato il rammarico che mi opprime, dopo che una doverosa telefonata al negozio mi ha fatto sapere che il libro non era più disponibile. In altre parole: era già stato venduto.

Ecco l’articolo, datato 12 settembre 2010, a cura di un blogger che purtroppo non si firma.

Detti e Ridetti – di Carlo Scrauso

Esce in questi giorni una nuova edizione della celeberrima raccolta di aforismi, motti e sentenze del grande Carlo Scrauso, al secolo Carloalberto Filippomaria Ferrari Trecate Bocca Corsico Piccolino.
L’attuale edizione si rivolge ad un pubblico più che esigente: il maestoso volume, di grande formato, si presenta con una sontuosa copertina in pelle rossa di pellerossa con incisioni in oro zecchino rilegata a mano dai bambini dell’Antoniano.
Stampata in caratteri bodoniani dalle tipografie Le-matin per conto delle edizioni Chaloren-Bocca su carta di riso in 137 esemplari numerati, la raccolta riporta i 72 canonici aforismi a lui attribuiti, ripresentati nell’ordine e con la grafia sancita dall’editio princeps del 1976 curata all’epoca da Pietro Menzionati.
La novità di questa ennesima edizione non è dunque la raccolta degli aforismi in sé, ma il nuovo ricchissimo apparato critico a cura di Ugo Naj composto da una corposa introduzione, cui fa seguito la cronologia della vita e delle opere dell’autore, una ricca bibliografia ragionata, la collezione di ritagli di giornale che solo recentemente gli eredi hanno permesso di dare alle stampe ed infine, a chiusura del volume, le note critiche, un indice sistematico dei luoghi e degli autori citati nel testo, alcune tavole con le riproduzioni anastatiche dei manoscritti dell’autore ed infine la sezione che più di tutte dà lustro e prestigio al volume: un vastissimo repertorio di segnalazioni di lavori che si sono in qualche modo ispirati al pensiero di Scrauso.
Come prova della profondità delle riflessioni del nostro autore, citiamo alcuni dei suoi più noti aforismi. Ad esempio il numero 7, scritto in giovane età nel 1928, che recita così: “Il mattino ha l’oro in bocca” dove mostra che, pur rimanendo ancora legato alla solida struttura formale del pensiero del suo tempo, gìà mette in luce l’afflato lirico che caratterizzerà il periodo più maturo. Legami da cui già risulta affrancato una decina di anni dopo, intorno al 1937, quando ebbe modo di affermare, con una consapevolezza del proprio posto nel mondo ormai pienamente raggiunta: “Il mattino ha l’oro in bocca”. Aforisma rubricato al n. 25 nella revisione del Menzionati.
Curiosa la ricostruzione che il Naj ci propone della genesì dell’aforisma numero 54, scritto a cavallo tra il ‘58 e il ‘59, che così recita: “Il mattino ha l’oro in bocca”. Il grande biografo, nonché amico di famiglia dei Ferrari Trecate Bocca Corsico Piccolino, ci ragguaglia della particolare occasione in cui venne alla luce questa ennesima stilla di sapienza. Si trovava, lo Scrauso, in visita a certo suo parente ricoverato in una casa di cura per disturbi mentali. Questo tal congiunte, di cui non è possibile risapere l’identità, divideva la camera con un compagno di sofferenze dalla statura veramente molto ridotta, che mostrava, attraverso un sorriso ebete, una collezione invidiabile di protesi ortodontiche in oro.
Alcune frasi del periodo più prolifico assursero addirittura a modo di dire quasi proverbiale, come ad esempio quella che troviamo indicata col numero 16: “Il mattino ha l’oro in bocca” e la numero 63 che invece recita: “Il mattino ha l’oro in bocca”.
Di passaggio vogliamo ricordare la continua fortuna che ebbero attraverso gli anni alcuni degli aforismi tratti dall’opera di Carlo Scrauso. Forse l’esempio più noto al grande pubblico è quello che riguarda la versione italiana del film Shining di Stanley Kubrick nella famosa scena in cui si scopre che il protagonista Jack invece di un romanzo, sta scrivendo maniacalmente sempre la stessa frase. E’ risaputa la grande ammirazione che il regista nutriva per il pensiero di Scrauso; e fu così che al momento di girare le scene alternative per le diverse versioni nelle varie lingue, si impuntò per ottenere che la sceneggiatura riportasse per l’italiano l’aforisma 38.
Anche la letteratura in moltissime circostanze si mostra debitrice nei confronti di Detti e Ridetti. Veramente bizzarro lo stato di cose che portarono Douglas Adams ad utilizzare un motto scrausiano nel suo ciclo di romanzi che ruotano attorno alla Guida galattica per gli autostoppisti. In origine la famosa risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto doveva essere una banalissima filastrocca per bambini, ma poi l’autore si imbatté per caso in una copia di Detti e Ridetti e decise che avrebbe dovuto assolutamente usare un aforisma di Scrauso. E scelse il numero 42.
In conclusione rimane ancora da dire che su questo titanico sforzo editoriale e a fronte del considerevole prezzo di ciascun volume (v. scheda a piè di pagina) si basano le speranze della casa editrice Chaloren-Bocca per ristabilire le proprie sorti economiche dopo il tracollo finanziario che fece seguito alle infamanti quanto infondate accuse di sfruttamento di lavoro minorile e di vilipendio e profanazione della cultura amerindia.

Carlo Scrauso
Detti e Ridetti
a cura di Ugo Naj
edizioni Chaloren-Bocca, Alba, 2010
pp. CCLVIII-2314 con 72 tavole fuori testo
prezzo: euro 1280.00
in vendita esclusivamente presso il sito della casa editrice: http://www.chaloren-bocca.it