– In guardiola ci sto poco.. è un mestiere da femmine, stare dietro ‘o pertuso a spiare chilli che vanno avanti e a retro, … non fa pe’ me…
– D’accordo, signor Mimmo, però lei, quel giorno, c’era “dietro ‘o pertuso…”
– E certo, Concetta stava male, teneva la febbre, mi ci sono dovuto mettere io..
– Ed è arrivato il pacco
– Eh, sì…
– E lei l’ha aperto..
– …
-..Allora?
– Diciamo che ho dovuto verificarne il contenuto, provenendo esso stesso da un mittente sospetto..
– Ovvero?
– Ovvero non c’era il mittente
– Ah!
– Poi scusi, Concetta sino a prova contraria è mia moglie, comunione di beni, stesso tetto, stessa sorte …
– Vabbè, insomma, però lei ha trafugato una cosa di sua moglie, quel biglietto..
– No, senta, io non ho trafugato un bel nulla. Chillo, ‘o biglietto, era stato comprato da me medesimo, il 10 dicembre , presso la tabaccheria Esposito, come ero solito fare ogni giorno tutti i giorni comandati della settimana tranne quello di riposo,… regolarmente trascritto come tutti gli altri nel mio registro personale, guardi, .. Guardi…!!
Mimmo schiaffa il registro sotto gli occhi presbiti del comandante, che aggiusta gli occhiali sul naso adunco mentre inizia a elencare il contenuto del registro al suo attendente..
“Il registro consegnato dal qui presente Domenico Scornacchione, detto Mimmo, riporta trascritti una serie di numeri in colonna, su cinque pagine, alla pagina 3 risulta comparire il numero di serie del biglietto della lotteria rinvenuto dal signor Mimmo dentro il pacco destinato alla di lui moglie Maria Concetta … etc.etc.”
-Insomma, signor Mimmo, lei qui starebbe a dichiarare che il biglietto vincente della Lotteria Italia da lei rinvenuto nel pacco fosse originariamente suo.
– Certo! …. Certo!! – grida Mimmo con gli occhi fuori dalle orbite..
– E sua moglie lo sapeva che era sparito, questo biglietto?
Mimmo rimane zitto.
– Allora, lo sapeva o non lo sapeva?
– Mia moglie non sapeva nulla, apparentemente , non sapeva che compravo questi biglietti .. Nascondevo tutto, mi avrebbe fatto una capa tanta…
– Sua moglie non sapeva, lei comprava. Al momento del sorteggio non trova il biglietto, le prende un colpo…
– Sìììììììì, ero mezzo svenuto, quel giorno, è lì che Maria Concetta…
– … Maria Concetta..?
– .. Maria Concetta ha saputo. Ha saputo tutto: i biglietti comprati, quello vincente sparito, tutti i soldi in fumo…
– Quindi sua moglie ha saputo dell’esistenza del biglietto vincente prima che il suddetto le pervenisse a casa, ma dopo che fosse proclamata la vincita della lotteria..?
-Eh, sì..apparentemente..
– E che ha fatto, Maria Concetta?
– Niente, apparentemente… Prima s’è mostrata ‘nu poco dispiaciuta, poi, con calma, se n’è ascita dalla stanza, .. non fosse che Ferruccio O’Janco è trasito into ‘o carcere per raccontarmi tutt’e cose, ancora starei pazziando sul cosa e come..
– Aspetti, prima di Ferruccio, mi spieghi dopo quanto tempo dalla scomparsa del biglietto le è arrivato il pacco..
– Esattamente due giorni dopo
– E sua moglie, in quei due giorni…?
-Muglierema sfracugliava come a solito, ogni tanto però una smicciata verso la finestra la dava, questo me lo ricordo perché avevo notato uno strano passaggio avanti e arrè del Porsche di Peppino O’Sciupafemmine, proprio sotto da noi, .. ma che vuole, muglierema, racchia com’è, vado a pensare io che…
– Che s’era presa di Peppino, così come Peppino s’era preso dei suoi soldi..
– Chilla scostumata, aveva razziato tra le mie cose, tutto sapeva, tutto… !! Il biglietto l’aveva trafugato lei, il suo “gesto” d’amore per Peppino, il piano “perfetto”…
– Quale piano perfetto, scusi?
– Ma come, non l’avete capito? State pazziando? Due giorni dopo, Concetta finge un’indisposizione, Peppino fa arrivare il pacco anonimo, io lo apro e lì scatta la trappola fetente, perché io non le dico nulla e due ore dopo arrivate voi con l’accusa di aver ‘ncafurchiato ‘o biglietto vincente… Maria Concetta che strilla ‘e peggio fetenzie, mi chiama ladro .. Io che non capisco nulla, nulla, sbattuto in galera, privato della mia libertà..!!
– E per fortuna che arriva Ferruccio..
– Ferruccio se ne stava int’ ‘a via quando smiccia Concetta nel Porsche di Peppino, con il cellulare in mano, smaniosa di chissà cosa ricevere.. poi vede arrivare Peppino che sventola il biglietto, apre la portiera della macchina dalla parte di Concetta, finge d’abbracciarla e la scaraventa per terra, poi parte a tutto gas, e quella che strilla come una matta.. La scema di muglierema pensava che Peppino avrebbe spartuto tutto.. disgraziata…

Il comandante annuisce.

– Sì, l’abbiamo arrestata, il suo amico Ferruccio ha già fatto la deposizione. E’ molto scossa, vuole andarla a trovare?
Mimmo acconsente. Mentre sta per uscire, il comandante, in piedi davanti alla porta, lo ferma un attimo:
-Una cosa però, .. perché quando ha aperto il pacco non ha detto nulla? E come faceva Concetta a prevedere questo suo comportamento?
Mimmo guarda il comandante, abbozza un sorriso, fa la spalluccia, esce.
Nel parlatorio del carcere Maria Concetta e Mimmo si stanno guardando in silenzio da due minuti, con aria di sfida. Nessuno dei due sembra voler cedere.
Il secondino osserva la scena grattandosi perplesso una guancia. “Non è che i due si stanno comunicando in codice?” bofonchia fra se e se.
Ad un certo punto Maria Concetta scoppia in lacrime e cede: “Mimmù, ammor’ mì, ti chiedo perdono! Tirami fuori di qua!!!”
Mimmù la guarda fisso, racchia com’è, il brutto volto solcato dai rivoli neri del trucco, la bocca involgarita dal rossetto sbavato anche sui denti.
E lì, lo sa, se lo ricorda, trent’anni di matrimonio, avrebbero spartuto tutto, sinchè morte non li avesse separati… anche i pensieri cattivi, anzi, specialmente quelli..
“Concettì, tenimmoce accusì,..”